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La relazione che aiuta: counseling e PNEI - La memoria immunologica
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La memoria immunologica
Vi sono dei meccanismi come la secrezione di ormoni, quali Noradrenalina e Adrenalina, che sono del tutto automatici ed immediati.
Il comportamento appreso è in qualche modo qualcosa di simile a quello che gli immunologi chiamano memoria immumunologica… La nostra esperienza ci porta ad interpretare dei comportamenti sulla base di nostri costrutti (cioè quel qualcosa che fa sì che ci si comporti in un dato modo). Il costrutto è conseguenza di un comportamento appreso.
Il sistema immunologico agisce in modo simile. Se arriva uno stressor, un microrganismo pericoloso, o una malattia, l'organismo e la mente lo riconoscono come non-self, e cioè non <se stesso>.
Vi siete mai chiesti perché l'organismo aggredisce il non-self e non aggredisce (almeno in linea generale, perché nelle malattie autoimmuni lo fa) noi stessi?
Le nostre cellule immunitarie (e il nostro pensiero) riconoscono il non-self, lo mangiano rompendolo e mostrando agli altri come sono fatti i pezzetti componenti, e quindi memorizzano il tutto. Se non ce la fanno ad eliminarlo del tutto, allora si creano le malattie croniche, come ad esempio l'epatite B cronica, frutto comunque di un equilibrio con le cellule immunitarie.
Il coping (il modo di adattarsi e/o fare fronte all'evento) dipende da come si valutano i fatti: se nel traffico leggete il giornale, l'elemento traffico non è più stressante. Se invece vi arrabbiate moltissimo in macchina, quello è stress per voi. Tasse quotidiane, certi suoceri, il ragazzino che non va a dormire la sera, il preparare ogni giorno i pasti… tutti questi sono stressor quotidiani.
Ora il livello di resistenza allo stress (l'omeostasi) oltre che essere individuale, dipende anche dal momento stesso: se siete stanchi la soglia di stress è bassa, se siete riposati ed al ritorno dalle ferie, è molto alta.
In sostanza quello che importa è come si decodifica la realtà. Se io grazie al mio modo di decodificare, riduco lo stress, una variazione della decodifica della realtà che riduca lo stress riduce ad esempio il cortisolo in eccesso, e quindi non ho una diminuzione di risposta immunologica. Questo comporta una maggiore salute per me. Ecco quindi come si modula tale modificazione. Ecco l'importanza del lavoro di Relazione d'Aiuto, e di aiuto a stare bene insieme; uno star bene che fa anche stare calmi, almeno nell'ambito e durante la relazione! E la calma aumenta le difese immunitarie.
Da tempo si conoscono i collegamenti tra la mente ed il sistema immunitario, ed é evidente sia il modo con cui la mente può fungere da modulatore, esaltatore e depressore della risposta immunitaria, sia il processo attraverso cui lo stato mentale dominante nel paziente crea il microambiente su cui il male (generico) attecchisce e si sviluppa.
La psicoimmunologia studia la relazione mente-sistema immunitario.
Attraverso questa via la mente regola lo stato di salute della persona. E' fin troppo noto che lo stress provoca l'insorgere o l'aggravamento di patologie. Fin dagli anni '60 si è dimostrato che immagini ed emozioni possono far aumentare o diminuire il numero di globuli bianchi, la qualità e la quantità di ormoni adrenergici, enzimi, elettroliti e neurotrasmettitori, tanto che si è coniato il termine di immunizzazione suggestiva.
Tutte le cellule impegnate nella difesa immunitaria (cellule killer, macrofagi, linfociti T e B) sono in comunicazione tra loro e col sistema nervoso centrale attraverso un complesso sistema circolare retroattivo (feedback).
Per esempio le cellule killer attaccano e distruggono qualsiasi cellula infettata o degenerata, senza preventiva sensibilizzazione, senza la necessità di un riconoscimento antigenico e la formazione di anticorpi. Durante il rilassamento, invece, le risposte attivate possono mobilizzare proprio lo stesso gruppo cellulare di pronto intervento, per sradicare persino infezioni o degenerazioni patologiche. Ma attenzione: non confondiamo il possono con il lo fanno sempre e di certo!
Il sistema endocrino è uno strumento importante di comunicazione tra la mente ed il corpo.
Tutto il pool ormonale rappresenta il risultato dell'azione di trasformazione effettuata dall'ipotalamo: questo riceve lo stimolo (rappresentato dalla carica emotiva insita nell'esperienza, mobilitata dalla parola che la rappresenta metaforicamente), e sintetizza neuropeptidi che danno inizio ad una cascata di eventi. Alcuni elementi della RdC ben attuata possono influire per mezzo della parola e della calma sui vari siti della cascata ormonale, per modulare la risposta con una plasticità talvolta impossibile ad ottenersi con qualsiasi combinazione di farmaci.
Partendo da queste constatazioni, considerando esportabile questo modello per vari tipi di malattie o di sofferenze, non resta che calibrare l'intervento RdC in modo da rendere il soggetto massimamente responsivo, e l'operatore massimamente responsabile in tal senso.

