- Categoria: Scuola e dintorni
Uno spazio per la mediazione delle controversie a scuola - Gli scenari relazionali
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Gli scenari relazionali
La scuola rappresenta sicuramente un luogo in cui la conflittualità trova un terreno favorevole al suo sviluppo, in quanto gli attori coinvolti nelle dinamiche relazionali sono molteplici, e al tempo stesso diversi per età, ruolo, funzione. Il conflitto può coinvolgere gli alunni, gli insegnanti, la dirigenza, il personale amministrativo e ausiliario, le famiglie, gli enti esterni, e così via. Al tempo stesso anche le tematiche coinvolte possono essere molteplici, e riguardare aspetti diversi come ad esempio l’organizzazione delle attività e degli orari, la progettazione didattica, le regole di comportamento, i compiti a casa, ecc. (Girard, Koch, 1996: 87-95).
In questo intreccio di relazioni gli studenti si trovano spesso a subire le pressioni incrociate ai attori più abili ed esperti di loro nell’interazione sociale, e questo finisce con l’accentuare il senso di inadeguatezza di coloro che sono meno attrezzati sul piano comunicativo e interpersonale, dando luogo all’emergere di comportamenti inadeguati che possono sia andare nella direzione di una marcata aggressività, sia manifestarsi sotto forma di passività e chiusura in se stessi. Ciò si coniuga a sua volta con un orientamento diffuso in molti contesti scolastici che tende a vedere lo studente esclusivamente come un soggetto portatore quasi esclusivamente di bisogni e non anche di idee, emozioni, proposte, e che quindi tende a valutare l’alunno in funzione della sua plasmabilità alle indicazioni degli adulti più che della sua capacità di trovare soluzioni autonome ai problemi.
Là dove questa plasmabilità si dimostra limitata, la scuola quasi sempre interviene di riflesso mediante lo strumento della sanzione disciplinare, che persegue l’obiettivo di riportare l’ordine nella situazione perturbata dalla rottura degli schemi, ma che in realtà molto spesso finisce per pregiudicare la possibilità di creare regole condivise perché discusse e costruite con il consenso di tutti. Viceversa l’approccio della peer mediation cerca di riportare l’attenzione al contributo che tutti, e per primi gli alunni, possono dare alla realizzazione di un clima di collaborazione positivo e pienamente soddisfacente (Bodine, Crawford, Schrumpf, 2002: 107).

