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Educazione alla salute: fondamenti e prospettive per la formazione
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A partire dagli ultimi decenni dello scorso millennio si è registrato un crescente interesse, a livello mondiale, per il tema della salute, concepita non più in una dimensione di responsabilità individuale, ma come diritto-dovere che chiama in causa l'intera collettività. La promozione della salute infatti non richiede solo quel coinvolgimento consapevole del singolo, che si realizza attraverso la conoscenza, ma soprattutto interventi organici e coerenti, tesi a garantire le condizioni, indipendenti da scelte individuali, che della salute costituiscono presupposti indispensabili: situazioni di vita e di lavoro improntate alla stabilità e gratificanti, salvaguardia degli ambienti naturali e artificiali, preservazione delle risorse della Terra, monitoraggio costante degli effetti bilaterali che derivano dal rapporto uomo-ambiente e attuazione di interventi mirati a indurre cambiamenti nel singolo e nella collettività. La salute, così intesa, assume un significato ben più ampio che investe tutti gli aspetti, fisici e psichici della persona e indica, al di là dell'assenza di patologie, uno stato di ben-essere "globale". La promozione della salute viene perciò, in tal modo, ad identificarsi con la promozione del benessere e può realizzarsi solo attraverso politiche pubbliche coerenti e sinergiche (Linee Guida MPI Essere Benessere).
Da diversi anni svolgo a scuola la funzione di referente per l'educazione alla salute. Questo incarico mi ha permesso di approfondire e mettere in pratica, con il supporto di colleghi e operatori del territorio, i percorsi didattici mediante i quali il progetto educativo prende forma e integra i vari contenuti disciplinari.
Orientamento
La scuola secondaria di primo grado è essenzialmente orientativa e formativa perché rappresenta un anello di raccordo tra la scuola primaria e quella superiore. Questo assunto è di grande importanza considerando la fascia di età degli alunni, preadolescenti che subiscono nell'arco di alcuni anni una profonda trasformazione fisica e psicologica, cambiamenti rilevanti del comportamento in relazione al gruppo dei pari e verso gli adulti (genitori, insegnanti, familiari). In questo contesto parlare di educazione significa proprio "educere" cioè tirar fuori dal groviglio indistinto di sentimenti, attitudini, conoscenze quelle abilità e competenze di cui tanto si parla e che certificano un percorso scolastico di formazione dal quale ogni alunno troverà gli indicatori essenziali per le scelte future.
I termini "orientamento" e "formazione" sono direttamente collegati l'uno all'altro, non c'è orientamento se non c'è formazione e viceversa. Quando l'insegnante fa lezione esercita nello stesso tempo la funzione di sostegno e facilitatore dell'apprendimento, media i contenuti disciplinari "orientando" le conoscenze verso gli obiettivi prefissati. Il docente, tuttavia, non è un semplice mezzo: egli fornisce anche gli strumenti per la formazione dello sviluppo cognitivo che rappresenta il modo in cui ogni alunno, nella propria individualità, riesce ad assimilare e a contestualizzare il processo educativo facendone propri gli strumenti, i metodi e i contenuti.
La funzione orientativa della didattica si basa sulle finalità trasversali che attingono a tutte le discipline e nello specifico sono:
- Saper operare una distinzione tra opinioni e fatti
- Saper storicizzare una esperienza
- Saper usare il metodo scientifico
- Sapersi organizzare in modo finalizzato
- Saper trasporre da un linguaggio all'altro
Mediante l'orientamento si promuove l'autovalutazione e la conoscenza di sé considerando la dimensione metacognitiva dell'apprendimento (motivazione, interesse, partecipazione, significato dell'esperienza e valutazione del proprio ruolo all'interno di essa). Importante è il contesto in cui l'istituzione scolastica si trova ad operare e per questo le attività di orientamento sono indirizzate alla conoscenza del territorio e alla individuazione dei segni di mutamento nel tempo e dei diversi settori produttivi che lo caratterizzano.
L'azione educativa dell'orientamento è intesa come processo e modalità permanente del modo di fare scuola; le attività didattiche, inserite in un percorso progettuale, acquistano valore e significato per la formazione integrale della personalità. Considerando il triennio possiamo differenziare i contenuti. Nel primo anno si svolgono attività di scoperta e conoscenza della nuova realtà scolastica (gruppo-classe, istituto, territorio) in relazione alle caratteristiche dell'età (espansione senso-motoria, impulso alla scoperta). Nel secondo anno, considerando lo sviluppo della dimensione affettiva e relazionale, si propongono attività di ampliamento della realtà sociale e professionale del territorio. Nella fase esplicativa ed attuativa dell'auto-orientamento (terzo anno) le tematiche trattate hanno come riferimento le capacità decisionali, lo sviluppo dell'autonomia nelle scelte.
Educazione alla salute
Dagli atti del Consiglio d'Europa per un progetto educativo integrato si legge: "La salute più che l'assenza di malattia è una qualità della vita che ha una dimensione sociale, mentale, morale, spirituale, affettiva, anziché fisica; è un bene instabile che si deve continuamente riconquistare, difendere e ricostruire durante tutta la vita".
Da queste parole possiamo evincere che l'azione educativa si deve rivolgere all'osservazione del soggetto nella sua interezza, alla considerazione del processo di crescita e dei vari ambienti (fisico, di relazione, aggregativi) in cui esso si svolge. L'educazione alla salute sviluppa il suo percorso didattico sulla prevenzione e sulla promozione della salute stessa.
La prevenzione si distingue in tre livelli. La prevenzione primaria analizza le cause di un determinato problema e mira ad impedire il sorgere della malattia mentre la prevenzione secondaria ha il compito di intervenire sugli stadi precoci della stessa. La prevenzione terziaria ha lo scopo di impedire la cronicizzazione delle condizioni di disagio monitorando l'evoluzione degli interventi messi in atto e i risultati conseguiti.
In ambito scolastico la prevenzione primaria mette in evidenza i fattori di rischio che possono costituire un terreno fertile per l'insorgenza del disagio fisico e psicologico dell'adolescente. Gli strumenti che il docente deve utilizzare e affinare sono l'osservazione e il dialogo e l'ascolto. Osservare l'alunno significa cogliere gli aspetti della sua personalità, il modo in cui si muove, parla, agisce in varie situazioni della vita scolastica, nel rapporto tra i pari e con l'insegnante, dentro e fuori l'edificio scolastico. Il dialogo rappresenta un canale di comunicazione privilegiato, serve a conoscere e a far emergere i pensieri, le risorse individuali, le motivazioni, gli interessi che entrano in gioco nella dinamica della relazione educativa. L'ascolto implica l'accoglienza del vissuto personale, l'interazione paritaria a livello emotivo dei sentimenti che vengono espressi senza criteri di giudizio, che possono, in molti casi, costituire una limitazione e un impedimento alla libertà di comunicazione. In questo contesto tutti gli atteggiamenti anomali (aggressività, intolleranza, isolamento) sono sintomi di un disagio profondo che interessano la sfera personale ed emotiva dell'adolescente.
In definitiva, la promozione della salute rappresenta un percorso di conoscenza e informazione basato sull'analisi dei bisogni, delle risorse individuali e collettive in cui l'istituzione scolastica si trova ad operare. Investire nella prevenzione e nella promozione della salute significa costruire insieme una scuola viva e dinamica nella quale la diversità rappresenta uno stimolo a guardare oltre le apparenze, a sentirsi parte integrante di un lavoro comune in cui tutti, insegnanti, alunni, genitori, operatori dei servizi territoriali sono coinvolti e diventano parte attiva di un progetto formativo integrato.
Il benessere dello studente costituisce un obiettivo prioritario nell'ambito della prevenzione e della promozione della salute.
Il Ministero della Pubblica Istruzione ha individuato le aree di intervento e le finalità del progetto formativo in dieci punti (C.M. 1985/2007):
- Promuovere stili di vita positivi, contrastare le patologie più comuni, prevenire le dipendenze e le patologie ad esse correlate.
- Prevenire obesità e disturbi dell'alimentazione ( anoressia e bulimia)
- Rispettare e vivere l'ambiente per una migliore qualità della vita
- Promuovere e potenziare attività motorie e sportive
- Promuovere il volontariato a scuola
- Sostenere la diversità come valore ( sessualità, identità, comunicazione e relazione)
- Accogliere e sostenere gli studenti con famiglie straniere, adottive e affidatarie
- Promuovere la cultura della legalità ed educare alla cittadinanza attiva anche attraverso lo studio della Costituzione.
- Prevenire e contrastare il bullismo dentro e fuori la scuola
- Prevenire gli incidenti stradali attraverso la conoscenza delle regole di guida e potenziare l'educazione stradale
- Promuovere il corretto utilizzo delle nuove tecnologie.
Questo "decalogo" ci consente di individuare le aree di intervento da sviluppare nella realtà scolastica. Sappiamo che i vari progetti si inseriscono nella didattica curriculare per integrare e ampliare l'offerta formativa dell'istituzione scolastica. Le "educazioni" (alla salute, alla cittadinanza attiva, stradale, ambientale ecc) rappresentano dei segmenti di un percorso formativo finalizzato al raggiungimento del benessere integrale dell'adolescente.
Fattori di rischio e fattori di protezione
Il modello "Precede-Proceed" formulato dagli psicologi Green e Kreuter è distinto in otto fasi attuative, esso si fonda su due assunti principali:
- la salute è un processo multidimensionale e quindi sono rilevanti i fattori che la influenzano.
- la promozione della salute deve essere di conseguenza multidimensionale e multidisciplinare.
In particolare noi ci soffermiamo sulla diagnosi di intervento educativa e organizzativa affidata all'istituzione scolastica. La società, come afferma L. Corradini, "non è la semplice somma degli individui e gli individui non sono semplici parti della società. Si tratta di due dimensioni, due polarità dell'essere uomini che si implicano a vicenda, cosicché non ci si può occupare dell'uomo senza occuparsi dei problemi, ossia dei fini personali e sociali che lo caratterizzano".
In questo contesto i fattori di rischio e i fattori di protezione, che si possono rilevare dagli stili di vita, rappresentano entrambi il risultato dell'interazione tra lo sviluppo personale del soggetto e l'ambiente nel quale egli vive e svolge le sue funzioni. I fattori di rischio costituiscono condizioni di vulnerabilità che lo rendono più esposto alle situazioni critiche, essi possono essere evidenziati considerando la struttura biologica e neurologica del soggetto, il contesto familiare e il contesto socio-ambientale. Gli interventi educativi devono far leva soprattutto sui fattori di protezione che si basano sulle condizioni di potenzialità cognitive e metacognitive (autostima, autocontrollo, aspettative ottimistiche, capacità di interazione sociale), risorse individuali che rendono il soggetto immune o in qualche modo più resistente alle situazioni di rischio.
Green e Kreuter distinguono fattori predisponenti, fattori abilitanti e fattori rinforzanti. I primi riguardano il complesso di credenze, conoscenze valori e percezioni che il soggetto ha di sé (autoefficacia percepita) cioè l'insieme di fattori che condizionano il suo stile di vita. I fattori abilitanti, che possono essere risorse o ostacoli per la salute, sono presenti nell'ambiente di vita esterno al soggetto. I fattori rinforzanti sono quelli che determinano gli esiti di comportamenti e scelte e che derivano dal contesto delle relazioni sociali in ambito familiare, scolastico, istituzionale.
L'OMS ha definito la salute "non solo assenza di malattia ma uno stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale". Per questo motivo l'educazione alla salute non deve essere considerata una azione educativa che riempia le lacune cognitive ed affettive ma la promozione di contenuti positivi da conseguire mediante lo sviluppo di competenze e abilità per la vita (empowerment). Sempre secondo l'OMS l'empowerment è il "Processo dell'azione sociale attraverso il quale le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscono competenze sulle proprie vite, al fine di cambiare il proprio ambiente sociale e politico per migliorare l'equità e la qualità della vita". L'empowerment quindi rappresenta non solo un fine educativo ma anche uno strumento di promozione della salute.
In ambito didattico le abilità trasversali a tutte le discipline sono le life skills (abilità per la vita o della vita) considerate dei fattori abilitanti che pongono sempre in relazione l'individuo e il suo ambiente di vita in uno scambio osmotico di stimoli, risorse e incentivi al miglioramento individuale e sociale.
Conclusioni
Il tema dell'educazione alla salute è molto vasto e investe svariati campi. Il suo valore formativo è enorme ed è condizionato da una serie di attività e conoscenze che sono inerenti a molte discipline. L'itinerario didattico, da sviluppare nell'arco di un triennio, deve tener conto dell'acquisizione di conoscenze, che di volta in volta, sono da considerare dei prerequisiti per affrontare particolari aspetti del problema, in armonia con l'evoluzione della capacità di pensiero e la consapevolezza del preadolescente.
Dal punto di vista cognitivo l'educazione alla salute non può prescindere dall'acquisizione di contenuti inerenti l'unità, la varietà e la classificazione dei viventi, l'adattamento e l'evoluzione, l'uomo come essere vivente e componente di una catena alimentare, l'ambiente, e infine la relazione tra viventi e ambiente e il rapporto tra gli esseri viventi. Queste problematiche favoriscono una presa di coscienza da parte dell'alunno che può collocare se stesso e i suoi simili in una giusta posizione nel contesto del mondo fisico esterno.
Sulla base dell'esperienza personale, considerando i progetti già avviati, ritengo che nel primo anno di scuola media si possa sviluppare un percorso didattico di tipo ambientale che abbia lo scopo di mettere in risalto le interazioni tra uomo e ambiente ( inquinamento, cause ed effetti sugli esseri viventi e sull'uomo). Nel secondo anno, in relazione ai contenuti specifici del programma di scienze, l'educazione alla salute avrà un respiro più ampio perché lo studio del corpo umano sarà affiancato da quello delle malattie che possono colpire gli organi e gli apparati con particolare riferimento al tema dell'educazione alimentare e ai problemi dell'anoressia e bulimia. Nell'ultimo anno di scuola gli argomenti più rispondenti allo sviluppo psicofisico dell'adolescente riguarderanno la sessualità e la prevenzione delle tossicodipendenze, l'uso e la salvaguardia delle risorse che l'uomo ha a disposizione sul pianeta. Tuttavia proprio in questo anno si inquadreranno in un unico contesto di riferimento tutte le tematiche sviluppate in precedenza, inoltre la collocazione storica delle scoperte scientifiche e delle epidemie che hanno colpito le popolazioni fornirà agli alunni un valido strumento di riflessione sulla storia dell'uomo e delle sue conquiste, delle malattie che hanno caratterizzato alcuni periodi storici determinando un calo demografico.
La complessità e la fluidità sociale ci spingono ad adattare ed affinare di volta in volta gli strumenti didattici e pedagogici per sviluppare i percorsi formativi più flessibili alle necessità e ai bisogni del giovane adolescente.
Secondo Richmond l'opera educativa è un processo continuo che copre l'intero ciclo della vita umana, genera esperienze e testimonianze che possono cambiare le prospettive per il futuro. L'autorealizzazione è il fine ultimo dell'educazione e a questo compito sono chiamati la scuola, la famiglia, il volontariato e gli enti territoriali che rappresentano un tessuto sociale in cui il singolo e la comunità crescono e progrediscono insieme, diventando lo specchio l'uno dell'altra. In questa ottica il benessere diventa un patrimonio comune, un obiettivo formativo su cui investire tutte le risorse per far sì che l'educazione diventi realmente promozione e sviluppo.
Bibliografia:
- Merenda P., Educazione alla salute e scuola, SEI, Torino, 1995.
- Buccoliero E., Benessere a scuola, in "Scuola e Didattica" – inserto n. 13 (15/3/2008)
- Maggi M., L'educazione socio-affettiva nelle scuole, Berti, Piacenza, 2006
Autore: Laura Alberico, insegnante di scuola media di I grado
copyright © Educare.it - Anno XII, N. 12, novembre 2012

