Stop the genocide poster

Un messaggio ai giovani che fanno scuola ma non a scuola

cigno nero... Quando la vita “traballa”, ti attacchi alle cose che sostengono e danno forza. Alle cose che aiutano a definire in cosa consisti. Quando si “trema”, come con il terremoto, allora vuoi la scuola. Vuoi che ci sia per te, che ti aspetti, vuoi potervi rientrare presto. Per riavere il tuo presente e con esso costruire il tuo futuro. Ma il presente ora è diverso...

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La lezione dei tempi del virus

vita quotidiana ai tempi del virusCredo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi, quando queste vengono stravolte. Il momento che stiamo vivendo, pieno di anomalie e paradossi, fa pensare...

In una fase in cui il cambiamento climatico causato dai disastri ambientali è arrivato a livelli preoccupanti, la Cina in primis e tanti paesi a seguire, sono costretti al blocco; l'economia collassa, ma l'inquinamento scende in maniera considerevole. L'aria migliora; si usa la mascherina, ma si respira...

In un momento storico in cui certe ideologie e politiche discriminatorie, con forti richiami ad un passato meschino, si stanno riattivando in tutto il mondo, arriva un virus che ci fa sperimentare che, in un attimo, possiamo diventare i discriminati, i segregati, quelli bloccati alla frontiera, quelli che portano le malattie. Anche se non ne abbiamo colpa. Anche se siamo bianchi, occidentali e viaggiamo in business class.

In una società fondata sulla produttività e sul consumo, in cui tutti corriamo 14 ore al giorno dietro a non si sa bene cosa, senza sabati nè domeniche, senza più rossi del calendario, da un momento all'altro, arriva lo stop.

Fermi, a casa, giorni e giorni. A fare i conti con un tempo di cui abbiamo perso il valore, se non è misurabile in compenso, in denaro. Sappiamo ancora cosa farcene?

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La canzone come ponte intergenerazionale

canzoneCerto non sarà una canzone a cambiare il mondo ma il Festival di Sanremo è un panorama unico e speciale per dare voce ai giovani. Il linguaggio è cambiato radicalmente perché è cambiata la comunicazione. L'amore come sentimento intimista e dai colori rosei si è trasformato in un messaggio di disagio e di rabbia, le rime di amore-cuore hanno lasciato il posto alla ribellione verso tutto ciò che la normalità impone come comune consenso alle regole imposte dalla società.

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Rifugiati

rifugiatiNon hanno bisogno del nostro aiuto 
Perciò non dirmi 
Questi volti scavati potrebbero appartenere a me o a te 
Se la vita avesse preso un’altra piega 
Dobbiamo vederli per chi sono realmente 
Opportunisti e scrocconi 
Sfaccendati e fannulloni 
Ideatori di attentati 
Tagliagole e ladri 
Non sono 
I benvenuti qui 
Dobbiamo farli 
Tornare da dove sono venuti 
Non possono 
Condividere il nostro cibo 
Condividere le nostre case 
Condividere il nostro paese 
Invece lasciaci 
Costruire un muro per tenerli fuori 
Non è bene dire di 
Queste persone “sono come noi” 
Un posto dovrebbe appartenere solo a quelli che vi sono nati 
Non essere così stupido da pensare che 
Il mondo può essere visto in altro modo 
[Adesso ritorna a leggere tutto dall’ULTIMA alla prima riga]