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La comunicazione interpersonale nel processo di insegnamento-apprendimento in ambito sportivo
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In questo scritto analizzerò, molto brevemente, alcuni punti teorici fondamentali nelle teorie della comunicazione con l'obiettivo di giungere ad individuare, in chiave operativa-didattica, un possibile modello di comunicazione interpersonale da applicare nell'ambito della formazione sportiva.
L'associazione sportiva ed in particolare la sua sezione giovanile (tra cui riveste un ruolo fondamentale il CAS) è una istituzione formativa in quanto si preoccupa di offrire occasioni di sviluppo della personalità in tutte le direzioni: cognitive, affettive, relazionali ed etiche (ma nel contempo sappiamo bene che tale attività contribuisce a sviluppare le basi tecniche dell'atleta futuro) per cui soprattutto motoria. Queste occasioni di sviluppo sono perseguite dal mondo dello sport e dalla associazione sportiva attraverso i processi di insegnamento/apprendimento, vale a dire la comunicazione interpersonale sia essa verbale o non verbale.
Vedremo poi che queste differenze sono puramente metodologiche e molto meno pragmatiche. Ci sono ormai centinaia di studi che documentano la stretta interdipendenza tra comunicazione adeguata ed efficace da un lato e sviluppo della personalità dall'altro: per questo, senza un'adeguata comunicazione interpersonale non è possibile in realtà conseguire un efficace processo di apprendimento ed insegnamento, ma soprattutto si rischia di passare delle comunicazioni inefficaci o addirittura contraddittorie.
Ma cos'è la comunicazione interpersonale di cui molti chiedono e che vorrebbero in qualche modo sintetizzare? La si definisce, solitamente, come una serie di messaggi scambiati tra persone utilizzando vari codici e all'interno di un contesto che pone dei limiti e predispone dei contatti.
Analizzeremo ora alcuni assunti teorici fondamentali.

