Stop the genocide poster

  • Categoria: Monografie

La comunicazione interpersonale nel processo di insegnamento-apprendimento in ambito sportivo - la finestra di Johari


La finestra di Johari

Un possibile modello unificante può essere quello della "finestra di Johari". E' la sintesi del nome di due ricercatori dell'università della California che hanno cercato di unificare questi possibili apporti teorici; Johari significa John Luft e Henry Ingham dell'università della California (Luft, 1969). Essi considerano la finestra di Johari una sorta di modello grafico che riassume in quattro quadranti l'intera gamma della personalità:

  • Il primo quadrante, il Q1, è il così detto quadrante aperto, rappresenta i comportamenti, i sentimenti e le motivazioni che sono noti a sé ed anche agli altri, è quello che caratterizza in qualche modo l'apertura del mondo.
  • Il secondo quadrante rappresenta i comportamenti, i sentimenti e le motivazioni che sono ignoti a sé, ma noti agli altri e in questo significa in qualche modo correre rischi di esposizione durante i modelli di comunicazione.
  • Il terzo quadrante è quello cosiddetto nascosto; è l'ambito del privato i comportamenti, i sentimenti e le motivazioni sono noti a sé, ma non gli altri; sono quelli che, in una comunicazione interpersonale efficace, sono suscettibili di essere via via scoperti.
  • Il quarto ed ultimo quadrante è quello ignoto; è ciò che è ignoto a sé, ma anche agli altri; è assimilabile ai contenuti dell'inconscio e risulta essere un quadrante molto importante dal punto di vista delle capacità creativa delle idee. L'inconscio non è costituito da contenuti mentali inerti, poiché le pulsioni, le fantasie, i desideri inconsci sono dinamicamente attivi. Vedremo che questo quadrante è il principale responsabile di alcuni "insight" e cioè illuminazioni o comprensioni subitanee sia in ordine cognitivo che affettivo-relazionale.

Ora guardiamo questo modello in azione in un processo di insegnamento-apprendimento.
Qui abbiamo un possibile modello in azione fondato sulla nozione di feed-back che è di origine cibernetica, applicata al campo della comunicazione umana, può essere definito come la percezione delle reazioni prodotte in altri da un nostro comportamento. Queste possono essere di natura sia cognitiva che affettiva.

Un atleta che conosce un contenuto afferente ad una certa disciplina, ad esempio del Pentathlon moderno, ha reagito ad un nostro comportamento di natura cognitiva in termini di maggiore apertura di questo quadrante. Pensiamo ad esempio a quegli allievi che di fronte alla presentazione delle tecniche del Tiro reagiscono aprendo gli occhi o acuendo l'attenzione perché già erano stai al poligono col padre e sono ansiosi di dimostrare la loro preparazione.

Cerchiamo di spiegare la diversità di questi quadranti. Ovviamente una persona che ricopre il ruolo di istruttore ha un quadrante uno molto più aperto: ciò che è noto a se, in termini di comportamento, motivazioni e sentimenti, e ciò che è noto agli altri, risulta essere un quadrante ovviamente molto più esteso rispetto al "noto" dell'allievo, i cui processi di apprendimento sono in fase di formazione. Per l'allievo il quadrante uno è ancora ridotto, mentre è estesa l'area cieca perché di cose da imparare su se stesso e sui propri sviluppi tecnici ne ha; la sua stessa area ignota deve essere ancora in qualche modo resa più conosciuta e conoscibile.

Tutto questo significa che l'insegnante in qualche modo deve poter adattare il proprio quadrante a quello dell'allievo; non è possibile il procedimento inverso. Questo è un fenomeno noto con il nome di "capacità empatiche"; l'empatia viene attivata solitamente da una persona che ha un primo quadrante molto più aperto e, via via, deve interagire con il quadrante aperto dell'alunno portandolo, presumibilmente alla fine del suo percorso formativo, ad aumentare l'estensione. Attraverso questi iter, molti di noi che sono stati allievi ora siedono qui come istruttori.