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I diritti dei bambini e degli adolescenti in Italia: il punto sulla Convenzione ONU
La fotografia delle persone di minore età negli ultimi 25 anni è profondamente cambiata: nel 1991 erano 11.222.308 (il 19,7% della popolazione), il tasso di natalità era di 9,79% (nati vivi per ogni 1000 residenti), grazie ai 556.000 nuovi nati. Nel 2015, i minorenni sono 10.096.165 (16,6%), il tasso di natalità è sceso a 8 e i nuovi nati hanno toccato il minimo storico dall’Unità d’Italia (solo 488.000). Questi alcuni dei dati che emergono dal 9° Rapporto di monitoraggio sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro Paese, realizzato dal Gruppo CRC.

Una delle voci più importanti che il bambino ascolta fin dai primi giorni di vita è quella della madre. L’ascolto di tale voce riveste un notevole ruolo per la sua crescita. Il piccolo diventa sensibile ad essa già nella vita intrauterina, tant’è che fin dalle prime settimane di vita è in grado di riconoscerla e distinguerla da quella degli estranei. Numerose ricerche hanno evidenziato che l’ascolto della voce della madre ha un effetto calmante sul piccolo, cosa che è dimostrata dalla diminuzione della concentrazione nel sangue di cortisolo, che è l’ormone dello stress.
Il denaro è un fattore importante che incide frequentemente sulle relazioni interpersonali, ipotecandole sovente positivamente o negativamente. Sembra che l’aspetto economico condizioni anche le relazioni affettive. Uno studio recente condotto dai ricercatori cinesi (Università di Pechino e Università Cinese di Hong Kong) ha voluto indagare il peso che esercita la condizione economica sui rapporti affettivi.
In Italia, sono oltre uno su cinque i bambini che non fanno nessuna attività fisica nel tempo libero (il 23%). E circa 1 su 10 addirittura non la pratica neanche a scuola (l’11%), per mancanza di spazi attrezzati o perché non prevista dal programma didattico. Senza contare che ben 3 minori su 5, quando non sono in classe, si rinchiudono in casa, propria o di amici.