L’articolo presenta un'esperienza di laboratorio che si svolge all'interno dello spazio nido dell'associazione Pianeta Studio di Roma. Il laboratorio, denominato "Matematicando al nido", è finalizzato al potenziamento dell'intelligenza numerica in bambini da 0 a 6 anni. Le attività partono dal presupposto scientifico che anche i bambini molto piccoli riescono a ragionare in termini di quantità, operando confronti tra piccole numerosità e compiendo semplici operazioni additive (aggiungere oggetti in un insieme) e sottrattive (togliere oggetti da un insieme). Dopo una breve rassegna sugli studi presenti in letteratura, l’articolo descrive le attività pro-poste all'interno del laboratorio, offrendo al lettore interessato degli spunti operativi su come impostare un lavoro di potenziamento sui prerequisiti del calcolo.
L’articolo presenta un’esperienza didattica, nell’ambito delle Scienze della Terra, che consente di comprendere come possa essere utilizzato il metodo del Problem posing a scuola. Si tratta di un approccio basato sui principi del costruttivismo che permette di adottare una efficace applicazione del metodo scientifico nell’insegnamento.
L'apprendimento della lettura è un processo che inizia a partire dai 3, 4 anni di vita, ancora prima che il bambino venga esposto a un sistema formale di istruzione. La ricerca scientifica sull'argomento mostra come le strutture neurofunzionali deputate all'apprendimento della letto-scrittura siano presenti già dalla nascita (Deahene, 2004). Risulta pertanto fondamentale favorire, fin dalle prime fasi di scolarizzazione, lo sviluppo delle abilità necessarie all'apprendimento della lettura e della scrittura, che verranno poi formalizzate in seguito. Uno dei requisiti necessari per l'apprendimento della lingua scritta è la competenza metafonologica, che può essere definita come la capacità di analizzare il linguaggio parlato nelle sue componenti sonore, operando adeguate trasformazioni su di esse (Bortolini, 1995).
Considerando che la lingua italiana è una lingua trasparente, con una generale corrispondenza suono-segno, l'analisi dei suoni che compongono la parola risulta necessaria per imparare a leggere e a scrivere. Saper dividere le parole in sillabe, riconoscere le rime, individuare parole che iniziano o finiscono con la stessa sillaba, sostituire sillabe all'interno di parole, fare lo spelling, fondere fonemi isolati, sono tutte operazioni che necessitano della capacità di saper analizzare i suoni che compongono la lingua.
Il modello teorico di Morais (1991) suddivide la consapevolezza metafonologica in due componenti: consapevolezza globale e consapevolezza analitica. La consapevolezza globale riguarda le operazioni metafonologiche relative alle seguenti capacità: discriminazione uditiva di coppie minime, riconoscimento di rime, riconoscimento di sillabe in parole diverse, segmentazione sillabica e sintesi sillabica. La consapevolezza analitica riguarda invece le operazioni che coinvolgono i fonemi: sintesi e segmentazione fonemica, delezione sillabica e consonantica, inversione di iniziali (spoonerismo), ricognizione di rime e produzione di rime. La consapevolezza globale si riferisce quindi ai bambini in età prescolare. I bambini sviluppano la conoscenza delle sillabe spontaneamente molto prima dei fonemi, in quanto queste sono marcate acusticamente e non è quindi necessaria un'istruzione formale per riconoscerle adeguatamente (Martino, 2003). Seguendo questo modello evolutivo abbiamo deciso di strutturare il nostro laboratorio metafonologico “Abc...diamo” partendo proprio dalla metafonologia globale, con l'obiettivo di accompagnare i bambini durante l'intero anno scolastico a partire da ottobre 2015.
L’articolo presenta un’esperienza vissuta in una piccola scuola primaria, frequentata da 22 ragazzi. Si è voluto rispondere ad alcune esigenze educative presentate dalle insegnanti, attraverso un percorso psicopedagogico che aiutasse i ragazzi ad approfondire, anche grazie all’uso degli esercizi del Training Autogeno di base, la conoscenza ed espressione di sé, del proprio corpo, delle proprie sensazioni ed emozioni. Si è lavorato molto sul potenziamento dell’autostima e dell’autoaffermazione. I risultati del percorso, oltre che attraverso l’osservazione, sono stati monitorati con la somministrazione del WarteggZeichen test.