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L'insegnante e lo studente di successo - La scuola come sistema

 

1.2. La scuola come sistema

“La relazione educativa è l’insieme dei rapporti sociali che si stabiliscono tra l’educatore e coloro che egli educa, per andare verso gli obiettivi educativi, in una data struttura istituzionale, rapporti che posseggono delle caratteristiche cognitive e affettive identificabili, che hanno uno svolgimento e una storia.” (Postic, 1983)

L’istituzione scolastica è un ambiente variegato e complesso che viene ad influire in modo pervasivo e significativo sullo sviluppo sociale del bambino e dell’adolescente, non solo per i contenuti specifici insegnati, ma anche per le interazioni che avvengono in essa, afferenti alla dimensione affettivo-emotiva dell’allievo. Durante gli anni scolari il bambino viene a costruirsi un senso di sé come persona e come cittadino, individuo ciò maturo e socialmente responsabile. Lo sforzo di attribuire significato alle proprie esperienze consente di dare coerenza agli aspetti molteplici delle interazioni sociali ed individuali (Nucci, 1999). Turiel (1983) individua tre domini basilari di conoscenza sociale: psicologico, sociale e morale.

  • Dominio psicologico: concerne le motivazioni e le emozioni, i costrutti psicologici che ha elaborato il bambino, come il sé, la personalità e l’identità, ma anche l’autostima e la fiducia in sé. A partire dal dominio di queste conoscenze psicologiche l’allievo rivendica aree di comportamento personali, al di fuori del controllo esterno.
  • Dominio sociale: conoscenza della struttura e dell’organizzazione sociale, delle consuetudine e delle convenzioni sociali (comportamento, ruolo sessuale, ecc.). L’acquisizione di queste competenze sociali permette all’individuo di coordinare le interazioni con gli altri, rispetto alle aspettative di comportamenti appropriati.
  • Dominio morale: inferisce ai concetti di giustizia e benessere dell’uomo, determinatisi da fattori inerenti alle relazioni sociali, piuttosto che da dimensioni culturali o religiose.

Gli atti e gli eventi cha accadono in sistemi sociali complessi, come quello della classe passano attraverso più domini, i cui elementi sono strettamente intrecciati (Nucci, 1999) e di cui l’insegnante appare come il regista-attore, cioè come colui che ha la responsabilità di rendere omogenei e interagenti le varie dimensioni dei soggetti agenti, ma essendone anche lui partecipe come professionista e come persona.  

 

1.2.1 La comunicazione in ambito scolastico

L’attività formativa è dunque permeata di diverse dimensioni (schema 1), in cui la comunicazione insegnante allievo acquista valore rilevante non solo per l’allievo ma anche per l’insegnante che grande attenzione presta alle eteroattribuzioni.
Ritenendosi, poi, il successo o l’insuccesso scolastico come modalità diverse di descrivere e descriversi non come fenomeni esistenti indipendentemente dalla matrice interattiva in cui viene maturato il giudizio di bravo non bravo, non si può non tener conto della rilevanza dell’interazione e quindi anche della comunicazione che avviene in classe.

La Pragmatica della comunicazione umana, in particolare con gli studi del Mental Research Institute di Palo Alto, sostiene che occorre considerare ogni relazione come sistema, in cui i cambiamenti che apparentemente interessano un solo elemento si ripercuotono in realtà su tutti: il trasmettere unidirezionale è possibile solo come intenzione dell’educatore. Educatore ed allievo vengono sempre modificati entrambi dalla comunicazione, attraverso dei meccanismi di feedback per cui la risposta ad un messaggio produce un’ulteriore risposta, la quale a sua volta ne produce un’altra e così via. Il fatto che ciascuno dei due comunicanti tenda ad interpretare l’altro come causa unidirezionale della situazione dipende semplicemente da una interpunzione arbitraria, cioè da un fraintendimento della circolarità reale.

Non si può non comunicare, poiché in una relazione ogni comportamento, verbale o non verbale, ha inevitabilmente un valore comunicativo. Inoltre ogni comunicazione ha sempre un duplice aspetto, di contenuto e di relazione. Il contenuto è l’aspetto esplicito e informativo, verbalmente espresso, di un messaggio. Il termine relazione indica un messaggio implicito, generalmente espresso in forma non verbale, che accompagna e si sovrappone al primo e trasmette la percezione che un comunicante ha del rapporto con l’altro. La comunicazione non avviene su fatti esterni, ma vengono a definire la relazione ed implicitamente gli stessi individui che partecipano alla comunicazione (Watzlawick P., Beavin J. E, Jackson D , 1976).

“Ritengo che buona parte di ciò che la Langer (1942) ha definito pura espressione di idee o attività simbolica in sé, nelle persone normali sia soprattutto la funzione di ricostruire costantemente il concetto del Sé, di proporlo agli altri perché lo ratifichino e di accettare o rifiutare le proposte del concetto del Sé che a loro volta fanno gli altri. Credo anche che occorra ricostruire continuamente il concetto del Sé se dobbiamo esistere come persone e non come oggetti: ricostruzione che generalmente si attua nell’attività comunicativa.” (Cumming, 1960)
Partendo da questi presupposti teorici, si ritiene interessante analizzare come la comunicazione che l’insegnante mette in atto quotidianamente all’interno della classe verso il singolo allievo e verso il gruppo classe possa essere determinata dalle aspettative e dalle credenze dell’insegnante stesso rispetto al successo scolastico.

ATTIVITA’ FORMATIVA

Richiede

Produce

insegnamento
apprendimento
motivazione
comunicazione
eteronomia

comunicazione
motivazione
eteronomia
socializzazione
capacità di apprendimento

Schema 1 Dimensioni attività formativa