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L'insegnante e lo studente di successo - Conclusioni

 

Conclusioni

Nella descrizione che l’insegnante offre della propria professionalità emerge con chiarezza l’importanza della competenza non solo in ambito disciplinare, ma anche in quello didattico, che si risolve nelle abilità di programmazione e progettazione delle attività, quindi nell’anticipare, grazie anche ad una continua autoriflessione, tutte le diverse possibili varianti di gestione. L’insegnante si preoccupa, infatti, non solo di trasmettere nozioni, ma considera importante rendere l’allievo il protagonista del processo di insegnamento/apprendimento, e fondamentale quindi creare un clima classe che lo possa favorire nella maturazione personale e nella crescita della sua autostima, sia come studente sia come cittadino. Di successo, infatti, nell’immagine che ne delinea l’insegnante non è uno studente che, in quanto inesperto, passivamente riceve la conoscenza posseduta da chi è più esperto di lui, ma, al contrario, è un alunno consapevole della  propria responsabilità nell’acquisizione di conoscenze e competenze e che quindi si pone in modo autonomo e creativo rispetto al docente stesso; è un alunno disponibile anche verso gli altri nella consapevolezza che non esiste un sapere assoluto, ma un sapere posseduto che ognuno può e deve saper esprimere. Il focus viene così rivolto alle interazioni che si svolgono in ambito scolastico, di cui si devono acquisire quelle abilità sociali e di comunicazione che permettono all’allievo di inserirsi in modo efficace e quindi di perseguire una carriera di successo. Studente di insuccesso diviene alloro quello che non si dimostra autonomo, ma anzi ha continuamente bisogno di interventi personali dell’insegnante; che vive con ansia e preoccupazione i vari momenti delle attività scolastiche delle quali non sa dare una corretta lettura; che non ha autocontrollo rispetto alla propria dimensione emotiva, autocontrollo invece necessario per una corretta comunicazione, e quindi proficua interazione, con compagni e docenti.

Emerge dunque una profonda coerenza tra teorie adottate e teorie in uso, confermate anche dall’analisi delle caratteristiche dello studente ritenute maggiormente modificabili dall’attività docente, rispetto sia alla competenza professionale che personale, che riguarderanno quindi la dimensione cognitiva e relazionale dell’allievo. L’intervento dell’insegnante risulta determinante nel far acquisire all’alunno l’esatta comprensione della sua co-partecipazione al sistema scolastico, con la corretta, in quanto negoziata, attribuzione di significati alle varie attività didattiche e ai diversi momenti di vita scolastica.

Coerenza che in qualche modo  viene a confermarsi anche dalla persistenza delle credenze e delle conoscenze educative degli insegnanti, invariate sia rispetto ad una diversa formazione degli stessi che ad un maggiore o minore grado di esperienza lavorativa. Anche quando le diverse valutazioni dei fattori siano risultate rilevanti (tab. 8, 9, 11), la direzione è comunque la medesima, variando solo nel grado di accordo o meno rispetto alle asserzioni (tab. 8.1, 8.2, 9.1, 9.2, 12, 13). Le differenze risultano del resto inerenti alle dimensioni che più possono risentire dell’aver o non aver esperito direttamente nell’azione le proprie credenze, quindi nell’aver avuto la possibilità di rendere le conoscenze da teoriche a pratiche, cioè la programmazione (fac3sc1), il controllo emozionale (fac4sc3), la gestione e la negoziazione delle condotte (fac3sc3); la minor esperienza porta poi ad attribuire maggior rilievo ai momenti di feedback da parte degli allievi. Se ne deduce una forte componente di autoriflessività che l’insegnante metterebbe in atto già nel momento della scelta e della sua prima formazione professionale.

Non sono invece emerse rilevanti differenze tra insegnanti appartenenti a diverse aree disciplinari (tab. 14), ancora una volta confermando che la dimensione che più caratterizza lo studente di successo non inferisce a competenze proprie delle varie materie, ma possiede una valenza globale, nella misura in cui appartiene più alla persona che non all’allievo in senso stretto.