- Scritto da Francesco Forliano
- Categoria: Scuola e dintorni
La rendicontazione sociale nelle scuole
Nell’ambito dei processi di modernizzazione delle amministrazioni pubbliche, peculiare rilevanza ha assunto la scelta di modelli di trasparenza e comunicazione finalizzati a costruire una relazione dinamica con cittadini ed utenti. In particolare, sotto la spinta dei principi introdotti dalla legge 7.8.1990, n. 241, le amministrazioni hanno cominciato ad utilizzare varie tecniche di rendicontazione sociale. La Direttiva del Ministro della Funzione Pubblica del 17 Febbraio 2006 ha chiarito che la rendicontazione sociale delle amministrazioni pubbliche ha lo scopo di fornire risposte ai bisogni comunicativi dei diversi interlocutori, siano essi singoli cittadini, famiglie, imprese, associazioni.
Gli strumenti di attuazione della rendicontazione sociale sono diversi e molteplici, ma tra essi il bilancio sociale pubblico può essere considerato il principale. Il bilancio sociale è definibile, pertanto, come il documento, da realizzare con cadenza periodica, nel quale l’amministrazione riferisce, a beneficio di tutti i suoi interlocutori privati e pubblici, le scelte operate, le attività svolte e i servizi resi, dando conto delle risorse a tal fine utilizzate, descrivendo i suoi processi decisionali ed operativi (2).

Il contributo mira ad offrire una panoramica sul ruolo che sta assumendo la progettazione europea nel sistema educativo italiano, relativamente ai fondi diretti (Erasmus Plus) e fondi indiretti (declinati nei PON). Una letteratura circoscritta alle problematiche specifiche e al ruolo del “docente-europrogettista” non è ancora disponibile, pertanto il contributo può offrire un innesco per approfondimenti e dibattiti. L’articolo intende evidenziare, inoltre, l’enorme impatto della progettualità europea sull’evoluzione dell’istruzione nazionale e sul mancato adeguamento della carriera docente rispetto alle nuove sfide che questo scenario introduce.
A distanza di dodici anni dalle precedenti Raccomandazioni relative alle competenze chiave, il 22 Maggio 2018 il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato le nuove Raccomandazioni relative alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, che hanno la funzione di stimolare gli Stati Membri a realizzare politiche nazionali di istruzione e formazione che siano più adeguate ai contesti sociali, economici e culturali contemporanei.
L'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nell'istruzione sta rivoluzionando le caratteristiche del processo di insegnamento-apprendimento (Colás e De Pablos, 2004). Le tecnologie, in particolare, influiscono nella costruzione collaborativa della conoscenza, nel problem solving, in presenza di gruppi-classe eterogenei (età, genere, origine etnica), e favoriscono la flessibilità necessaria alle esigenze diverse e sempre più complesse degli alunni. Anche in Educazione Fisica le TIC sono considerate una risorsa preziosa di supporto didattico (Lleixà, 2003, 2000) e, come sostiene Guardia (2002), uno strumento in grado di integrare nuove modalità di conoscenza a beneficio di studenti ed insegnanti. Dopo una definizione dello scenario culturale e pedagogico, l’articolo si sofferma sulle possibili applicazioni delle TIC nella didattica dell’Educazione Fisica.