- Scritto da Giusi Antonia Toto
- Categoria: Scuola e dintorni
L'educazione musicale in Italia: un excursus storico
Nella letteratura pedagogica con il termine musica si intende «più in generale l’Educazione Musicale, ovvero “musica nel contesto educativo”» (Pagannone 2008, p. 113). Tuttavia il pieno riconoscimento del valore formativo della musica, in Italia, è una conquista recente e non viene ancora riconosciuto alla disciplina uno statuto epistemologico forte. L’educazione musicale è tuttora considerata come un passatempo o momento creativo, in opposizione alle discipline “forti” quali l’italiano o la matematica ecc.
Nei paragrafi che seguono vediamo di delineare per sommi capi l’evoluzione che la musica ha avuto in ambito scolastico, dall’Unità d’Italia fino ai nostri giorni. Si scoprirà che l’autonomia dell’educazione musicale nei piani di studio della scuola italiana è frutto di una gestazione durata più di un secolo.

Negli ultimi anni si assiste ad un interesse sempre maggiore delle scienze pedagogiche verso le tematiche ambientali, a partire dalla consapevolezza che la scissione tra uomo e natura, radicatasi saldamente fin dal '600 nelle culture occidentali, sta mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza del pianeta.
Due sono le fondamentali innovazioni con le quali in questi anni la didattica si trova a dover fare i conti: innanzitutto l'ingresso sempre più pervasivo delle nuove tecnologie nel contesto scolastico; in secondo luogo il progressivo ampliarsi e differenziarsi delle attività e delle iniziative alle quali gli alunni sono invitati a partecipare all'interno della cornice scolastica. L'azione congiunta di questi due fattori sta determinando una crisi di adattamento nell'Istituzione e nella didattica che trova la sua espressione più tipica in una diffusa sensazione di inadeguatezza delle tradizionali categorie valutative (prove scritte, orali, grafiche, pratiche). Al disorientamento degli addetti ai lavori si è finora risposto da parte ministeriale con un espediente empirico atto a consentire di "nascondere sotto il tappeto" l'intera problematica. Si è data alle scuole la possibilità di abolire fin dal primo periodo didattico la distinzione "voto di scritto/voto di orale", al fine di consentire in qualche modo la classificazione delle prove riottose all'inquadramento tradizionale.