- Scritto da Laura Alberico
- Categoria: La Bacheca dei Lettori
Maschile e femminile, nessuna concessione alla violenza
Le differenze di genere, un tempo molto radicate nella cultura, sono ancora oggetto di fenomeni estremi come il femminicidio. Ognuno di noi nelle prime fasi di sviluppo embrionale è un essere indifferenziato, l'orientamento sessuale nella gestazione è affidato alla casualità e agli ormoni che in seguito vengono prodotti. Quindi all'origine siamo due facce di una stessa medaglia, maschile e femminile hanno eguali potenzialità di espressione e di definizione.

Le certificazioni degli alunni con problemi cognitivi e comportamentali sono aumentate nel corso degli anni, ci troviamo di fronte a sigle che cercano di definire, includere, categorizzare difficoltà più o meno latenti e radicate che etichettano il processo di apprendimento rendendolo un percorso obbligato e spesso riduttivo. Il piano didattico personalizzato, tra diagnosi, misure dispensative e compensative, strategie opportunamente predisposte manca di anima, di scoperta e di fantasia, di quotidianità e di errori che fanno la differenza.
C'è sempre un motivo per imparare, per mettersi in gioco, per guardare oltre le apparenze e tentare di scoprire negli alunni più fragili un mondo nuovo che spesso si chiude alla realtà negando il contatto, il dialogo, la condivisione. Non si trovano mai risposte chiuse, univoche risoluzioni e punti fermi che possano far pensare di essere arrivati a capire e a comprendere tutte le cause dei percorsi evolutivi che hanno prodotto nel tempo il disagio e il malessere che l'adolescenza ha sempre lasciato come impronta della sua età ingrata e piena di contraddizioni, il vestito cucito addosso come una seconda pelle.