- Scritto da Luciano Pasqualotto
- Categoria: Editoriali
Ritorno agli invisibili
Siamo tutti figli di una cultura razionalista e positivista. Un orientamento del pensiero comune e delle scienze che ha prodotto grandi progressi, tra scoperte e tecnologie, ma che ha negato tutto ciò che non è riuscita a spiegare, analizzare, dimostrare, classificare.
Proprio perché si tratta di un pensiero forte e vincente, ha finito per attrarre, azzerandoli, i presupposti su cui sono nate e cresciute le scienze umane.
La psicologia "ufficiale" finisce così per assomigliare ad una scienza delle misurazione, che ha nella certezza delle statistiche e delle classificazioni ufficiali (DSM-IV, ICD-10, ICF …) la propria forza. Oppure a quella psichiatria che riduce tutti gli eventi mentali alla biologia.
