- Scritto da Patrizia Marchegiani
- Categoria: Vivere di Scuola
Ma a che serve quell’ora di Religione a scuola?
Sono in sala professori e ascolto colleghi scagliarsi con una certa aggressività contro l'"inutile ora di religione": "Sarebbe molto più opportuna e utile un'ora di matematica o di grammatica in più!", “E poi resta che, comunque, l’insegnamento della religione cattolica a scuola è qualcosa di fortemente discriminatorio nei confronti dei sempre più numerosi alunni musulmani e di altre religioni”.
Mi pare stupido e assolutamente miope quello che stanno affermando, ma non rispondo. C’è nell’aria troppo pregiudizio e troppa concitazione, perché si possa dialogare serenamente e ci si possa confrontare con serietà.
Prendo, quindi, il mio registro in silenzio, mi defilo da lì ed entro nella mia classe, una seconda media.

Ci sono delle persone che incontri casualmente nel tuo cammino e lasciano un segno indelebile e che t’insegnano, con il loro esempio e le loro qualità, più delle centinaia di libri che hai letto o degli insegnamenti che hai ricevuto in tanti anni di studi. A me è successo con Gianfranco Zavalloni.
George Polya
Tutti noi, dalla notte dei tempi, "abbiamo sentito parlare di" o assistito a tanti approcci alle lezioni che gli insegnanti forniscono agli alunni. O da genitori, o da educatori di sostegno o titolari di cattedra, siamo stati coinvolti in queste azioni. Come si può essere strumento stimolante di apprendimento? Tutto quanto dipende dallo sguardo degli studenti verso la LIM o il faccione dell'insegnante? Proviamo per questa volta ad andare oltre.