- Categoria: Vivere di Scuola
Insegnare, tra meraviglia e personalizzazione
La conoscenza umana è nata da uno stupore iniziale che ha proteso l’uomo verso mete sempre più alte, capaci, ogni volta, di suscitargli vere e proprie emozioni. A chi, come noi, vive quotidianamente l’avventura scolastica, sarà capitato più volte di leggere negli occhi dei bambini lo stupore di fronte alla novità, a una piccola conquista o davanti a un “prodotto” finito. Sarà pure capitato di sentire un applauso finale dopo una lezione particolarmente coinvolgente e sentirsi felici di aver comunicato emozioni, mai fine a se stesse, ma capaci di innescare ulteriori meccanismi di motivazione ad apprendere.

Gli occhi annacquati dal sonno improvvisamente interrotto, sempre persi in pensieri più grandi di lui, pronti a sorridere appena il mio sguardo si incrocia con il suo. E’ un mio alunno, un caro alunno. Abita lontano, in campagna e ora, grazie allo scuolabus, riesce a risparmiare tanta strada che prima percorreva a piedi per raggiungere la scuola. Arriva sempre in perfetto orario, eppure deve “trascinarsi” dietro la sorellina, un minuscolo fringuello con due occhioni azzurri e un tenero sorriso stereotipato sulle labbra.
Sono le ore 7,30 di una giornata avvolta da un’intensa nebbia fitta. Sono giorni, ormai, che la nebbia, come un denso fumo bianco, emerge all’alba, rendendo ancora più misteriosa la grande bellezza della città di Verona. Il traffico è rallentato. Si fatica persino a camminare. Appena arrivata a scuola salgo direttamente al primo piano, in sala insegnanti. Un saluto e qualche chiacchiera con i miei colleghi e subito davanti al computer. Stampo la verifica della simulazione della prima prova, in attesa dell’arrivo della mia alunna.
Che fortuna sfacciata. A ottobre quelli che mi precedono in graduatoria preferiscono aspettare qualcosa di più appetibile di 8 ore settimanali per 15 giorni. Io invece non me le faccio scappare. L'anno prima, il primo dopo la laurea, nemmeno l'ombra di un incarico. Già pensavo a reinventarmi. So fare il pizzaiolo. Avevo già in mente il mio listino: Edipo Re, cipolla e salamino; Baccanti, chiodini porri spadellati e una spolveratina di scaglie di grana; Medea, pomodorini freschi e mozzarella di bufala campana...