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Vivere di scuola

  • Scritto da Maria Pilosu e Myriam Perseo
  • Categoria: Vivere di Scuola

Oltre i confini... storie per co-abitare il mondo

coloriUna buona pratica, per essere tale, implica la valorizzazione dall’esperienza vissuta e la creazione di occasioni in cui ognuno possa offrire un contributo personale alla costruzione del sapere esperienziale. Le storie, le narrazioni che ci hanno accompagnato durante l’infanzia, che abbiamo ascoltato, respirato e giocato, che sono entrate nel nostro immaginario, nei sogni, nei pensieri, sono divenute parte di noi. Esse si sono appoggiate sui nostri occhi, sulle nostre orecchie, sulle nostre mani per divenire modalità con cui leggiamo il mondo. Sono le lenti attraverso cui osservare gli altri, costruirsi delle idee su loro e su se stessi, su come funzionano le cose, la natura, le relazioni. Questo è ciò che è successo ai nostri bambini: bambini e bambine che frequentano la Scuola dell’Infanzia di via Monte Spada a Quartucciu (CA).

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  • Scritto da Laura Alberico
  • Categoria: Vivere di Scuola

L'albero della vita al termine della scuola

imgOgni anno scolastico ha il sapore di nuove esperienze, come un ciclo naturale conserva sempre la luce di un ritorno atteso, un collage di piccole tessere colorate che pian piano prendono il loro posto e danno senso e significato al tutto. C'è sempre nella vita di ognuno di noi un territorio inesplorato, occasioni per mettersi alla prova sfidando il vento contrario che spesso impedisce di cogliere taciti segnali ma anche il profondo disagio di tanti alunni.

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  • Scritto da Antonio Conese
  • Categoria: Vivere di Scuola

Come vorrei "solo" insegnare

Docenti stressatiCome vorrei “solo” insegnare!  Ecco l”invocazione di una Docente italiana quale commento ad un mio “post” su facebook. 
Che nella nostra scuola dominino oramai burocrazia e mercato è una consapevolezza che accompagna il lavoro faticoso degli insegnanti, quelli che sono in trincea. 
Che occorra restituire ai nostri docenti il controllo della variabile “tempo” necessario a tornare ad interessarsi – soprattutto, se non esclusivamente – dei processi di apprendimento degli studenti è un”altra, conseguente, verità che si sta facendo strada con sempre maggiore chiarezza.
Restituire il controllo della variabile “tempo” agli insegnanti è la condizione prima per riposizionare il criterio del rispetto dei “tempi di apprendimento” dei singoli alunni al centro dell”attenzione della nostra scuola.

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  • Scritto da Helga Dentale
  • Categoria: Vivere di Scuola

Il corpo è un narratore di storie: valorizzare il linguaggio non verbale nella didattica

atelier fiaba

Il corpo è spesso assente nella didattica. Bambini seduti per ore ai banchi, una forte carenza di percorsi educativi incentrati sul linguaggio non verbale. Già alla scuola dell’infanzia ma ancora più alla scuola primaria l'insegnamento si rivolge quasi esclusivamente alla “testa” del bambino, è considerato unicamente un processo cognitivo. Il bambino ha bisogno invece di essere considerato nella sua globalità: corpo, emozioni e mente agiscono insieme nella costruzione di un pensiero, nell’elaborazione di un’emozione. Valorizzare il corpo come strumento espressivo è possibile attraverso percorsi didattici incentrati sul linguaggio non verbale: attività di movimento creativo, giochi teatrali corporei, mimo, pittura gestuale.

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