Ho riflettuto molto prima di parlare di questa vicenda perché temevo di entrare troppo nel privato di un mio giovane allievo, poi mi sono decisa a farlo perché si tratta di una storia delicata ed anche commovente.
Durante l'estate appena trascorsa ho incontrato una collega con la quale ho condiviso tante vicende durante i molti anni di insegnamento nello stesso Istituto scolastico. Abbiamo ricordato insieme colleghi ed alunni, ma soprattutto questi ultimi ai quali abbiamo dato sicuramente le nostre migliori energie. Tra i tanti allievi che hanno animato la nostra vita scolastica ci sono venute in mente anche le gemelle Ferri: Luisa e Luigina. Questi nomi sono di fantasia, ma nella realtà erano quasi uguali anche i loro nomi veri.
I mezzi di comunicazione parlano spesso di bambini, ma questa attenzione sembra solo fermarsi ad un livello di superficialità. Si trattano spesso vari aspetti del mondo dei fanciulli, ci si confronta con esperti, con responsabili del mondo dell’educazione ma difficilmente si affrontano concretamente le problematiche che riguardano i più piccoli. Non voglio certo parlare di pedofilia o quante altre sciagure coinvolgono i bambini della nostra società, ma il mio lavoro di maestro elementare mi spinge sempre ad osservarli, vivendo a stretto contatto con loro e quindi a fare delle riflessioni.
La mia avventura di insegnante è iniziata nel febbraio del 1999, quasi per caso, con una supplenza inaspettata. Nel giro di poche ore mi sono trovato niente meno che in una classe di scuola materna, spaesato e completamente inesperto. Davanti a me c'erano dei bambini di tre anni, sorpresi e forse anche un po' impauriti da questa figura maschile che nella scuola dell'infanzia è completamente assente. Molte colleghe si dimostrarono subito comprensive nei miei confronti e anche qualche genitore fu molto felice di vedere un ragazzo di soli 25 anni insegnare ai loro figli. Mi rallegrai di questo, ma da quel momento capii che iniziava per me una professione che non era come tutte le altre. Cominciai con quell'entusiasmo che non mi ha mai abbandonato, ma anche con la consapevolezza di avere un compito molto delicato, pieno di tante responsabilità.