Stop the genocide poster

  • Categoria: Scuola e dintorni
  • Visite: 33891

Tecnologie informatiche e inclusione scolastica - I bisogni educativi speciali

I bisogni educativi speciali

Gli alunni con BES sono quelle persone che, a causa di specifiche situazioni, manifestano problemi nei processi apprenditivi.

Il concetto di BES, infatti, è molto simile a quello di difficoltà di apprendimento[8]. Esso viene utilizzato, in ambito scolastico e socio-sanitario, per indicare situazioni, «a livello organico, biologico, oppure familiare, sociale, ambientale, contestuale o in combinazione di queste»[9], che ostacolano o creano rallentamenti nell’apprendimento e nello sviluppo dell’allievo, provocando svantaggio scolastico. Non vi sono compresi, dunque, soltanto le disabilità (mentali, fisiche, sensoriali), ma anche le condizioni relative a disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), a problemi di comportamento derivanti, anche, da contesti socio-culturali, ect.

La Direttiva Ministeriale, precedentemente citata, raggruppa tali situazioni in tre grandi sotto-categorie: «quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale»[10]. Esclusa la disabilità, queste problematiche non possono essere certificate e non danno diritto alle misure previste ai sensi della legge n. 104/1992 (come per esempio l’insegnante di sostegno), ma vanno affrontate con i benefici della legge n. 170/2010. Tale provvedimento normativo, che si basa sulla prospettiva della presa in carico globale e inclusiva di ogni alunno, prevede l’adozione di misure compensative e dispensative, e la redazione e la messa in atto del Piano Didattico Personalizzato (PDP). Quest’ultimo è un documento di lavoro per gli insegnanti e per le famiglie, ove sono «indicati, ad esempio, progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita (di cui moltissimi alunni con BES, privi di qualsivoglia certificazione diagnostica, abbisognano), strumenti programmatici utili in maggior misura rispetto a compensazioni o dispense, a carattere squisitamente didattico-strumentale»[11]. La finalità di questo strumento è di consentire all’allievo di sviluppare i suoi bisogni ‘normali’, come ad esempio (per citarne alcuni): il bisogno di sviluppare competenze, il bisogno di appartenenza, quello di identità, di valorizzazione e di accettazione[12]. Adottando questo dispositivo, la scuola può riconoscere e rispondere efficacemente alle esigenze degli alunni che manifestano difficoltà di apprendimento.

Si delinea, pertanto, l’identità di una scuola inclusiva, un organismo vivo per tutti gli alunni, un ambiente educativo che considera e s’impegna ad eliminare tutti quegli elementi/situazioni che possono rappresentare barriere e/o ostacoli all’apprendimento e alla partecipazione degli alunni alla vita scolastica, che non lascia ‘indietro’ nessuno[13]. Promuovere l’inclusione scolastica degli alunni con BES significa, infatti, fare il possibile affinché questi si sentano inseriti a pieno titolo nel gruppo classe, si percepiscano parte integrante della piccola comunità in cui vivono, sperimentino la possibilità di ampliare e di costruire nuove conoscenze e competenze.

Tagged under: #scuola, #bes, #inclusione,