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- Scritto da Corrado Muscarà
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Tecnologie informatiche e inclusione scolastica - Gli ausili didattici
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Gli ausili didattici
Per la realizzazione/promozione di tali attività, solitamente, assieme al pc, vengono utilizzati appositi ausili[22] elettronici (dispositivi e software), progettati appositamente per favorire l’apprendimento scolastico, per compensare le limitazioni funzionali, per stimolare l’attività e la partecipazione scolastica degli alunni.
Il mercato ne offre in notevole quantità e di diversa tipologia e funzionalità, ognuno di questi è progettato per rispondere a determinate esigenze della persona: con disabilità, con DSA, con disturbo di attenzione e di iperattività e con altre che creano difficoltà nell’apprendimento (svantaggio sociale e culturale, ect.). Ce ne sono tantissimi: da semplici correttori ortografici a sistemi di riconoscimento vocali più complessi.
Per quanto riguarda i dispositivi (periferiche e hardware), tra i più utilizzati, nel nostro territorio, possiamo annoverare - a livello di descrizioni sommarie - i seguenti:
- le tastiere speciali, progettate per coloro che non possono o non riescono ad utilizzare la tastiera standard. Ne esistono di varie tipologie: le tastiere ridotte, con tasti molto ravvicinati, create appositamente per pensare con capacità di movimento limitata; le tastiere espanse che, al contrario delle precedenti, hanno i tasti grandi e ben separati, sporgenti, incassati, colorati e distribuiti in modo diverso rispetto alla tastiera standard;
- le tastiere virtuali, riprodotte sullo schermo, ultimamente sono quelle più utilizzate, oltre che nel computer, anche in altri dispositivi elettronici di comune uso, come, per esempio, i telefoni cellulari di ultima generazione e i tablet portatili;
- le tastiere con griglia (copritastiera), utilizzate per evitare la digitazione involontaria di tasti diversi da quelli desiderati;
- gli emulatori di mouse, sono dispositivi molto colorati che consentono di svolgere le stesse funzioni del mouse, ma con modalità diverse. Tra queste, i più utilizzati sono i touch screen, permettono di interagire con il computer attraverso il semplice tocco di un dito sullo schermo e sono particolarmente indicati per persone con difficoltà di coordinazione oculo-manuale e/o con ritardo cognitivo. Rientrano in questa categoria di dispositivi alternativi al mouse: la pedaliera, che consente il controllo del cursore tramite il movimento dei piedi (adatto, quindi, a chi presenta difficoltà di prassie);
- i caschetti copricapo, anche questi progettati appositamente per persone che non riescono a controllare il movimento delle braccia e delle mani. Consistono in caschetti, ognuno con un braccio rigido collegato, che consentono alla persona che lo ‘indossa’ di digitare sulla tastiera senza usare gli arti;
- gli ausili tiflotecnici (per esempio, le tecnologie braille), per persone con difficoltà visiva (non vedenti ed ipovedenti), supportati anche da appropriati software come gli screen reader, sostitutori di monitor che traducono vocalmente o a livello tattile le diverse informazioni riportate sullo schermo tramite la digitazione di comandi specifici;
- i sensori, sono dispositivi elettronici (a pulsante, a leva, a pedale, ect.) che controllano il computer attraverso semplici comandi eseguibili anche con una sola mano, un piede, un gomito, ect. Questi vengono utilizzati molto dalle persone che presentano difficoltà della motricità fine;
- i comunicatori, sono dispositivi speciali che permettono alle persone con problemi nell’uso del linguaggio, ma che sanno scrivere e leggere, di esprimersi, di trasformare, per esempio, un codice comunicativo personale in un messaggio comprensibile. Generalmente consistono in piccole tavolette (tablet) che traducono i segnali – sonori e/o visivi – immessi dall’utilizzatore in una voce registrata o sintetizzata o in un testo scritto sullo schermo del computer.
Questa tipologia di ausili, che abbiamo descritto brevemente, viene generalmente utilizzata a sostegno delle disabilità. Si tratta, infatti, di strumenti elettronici che rientrano nell’ambito delle tecnologie assistive, ovvero tra quelle studiate per assistere le persone disabili nelle loro attività quotidiane[23], e che oggi rientrano nell’ambito della special need technology effectiveness[24].
Esistono, inoltre, i software didattici, come precedentemente accennato, che oltre ad essere adoperabili a sostegno della disabilità, possono essere utilizzati anche per altre tipologie di BES, come, per esempio: i software per i DSA, per i disturbi di attenzione e di iperattività, per la promozione dell’educazione emotiva e socioaffettiva (emozioni, relazioni sociali, autostima), per la comprensione e l’apprendimento delle lingue (nei casi di minoranze linguistiche), ect.
Recentemente sono tanti i software progettati e messi sul mercato sotto forme di ausili compensativi e dispensativi per l’apprendimento.
A parere di Cottini, in ambito didattico (italiano), vengono distinti:
- i software di programmazione e di valutazioni delle abilità, che facilitano il lavoro dell’insegnante nelle operazioni di programmazione delle attività educative e riabilitative e di verificare, anche, i risultati conseguiti dagli allievi;
- i software esercitativi, che mirano ad insegnare abilità di vario tipo;
- i software riabilitativi, utilizzabili per tentare di rimuovere le problematiche che impediscono di padroneggiare specifiche funzioni e strutture corporee;
- i software multilineari, sotto forma di ipertesto o ipermedia, che consentono di stimolare apprendimenti per scoperta e di attivare processi metacognitivi;
- i software aperti, che consentono all’utente di scegliere gli oggetti, i concetti, le immagini che riempiranno una ‘logica di quadro’. Tramite questi software, per esempio, l’insegnante può costruire le unità didattiche da proporre agli allievi[25].

