- Categoria: Scuola e dintorni
- Scritto da Corrado Muscarà
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Tecnologie informatiche e inclusione scolastica - I nuovi computer
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I nuovi computer
L’uso degli strumenti tecnologici, in particolare dei nuovi computer e dei relativi dispositivi, si rivela interessante ai fini del progetto dell’inclusione scolastica, perché può contribuire a cambiare e a migliorare radicalmente la qualità dell’apprendimento di molti allievi, soprattutto di quelli che necessitano di risposte educative speciali.
Inizialmente il computer (dal latino computare calcolare) è uno «strumento elettronico in grado di svolgere operazioni matematiche e logiche e di memorizzare informazioni ad una velocità e in una quantità superiori a quelle di cui è comunemente capace il cervello umano»[14]. In pochissimi anni, questo apparecchio elettronico è diventato una macchina molto eclettica e viene usata per diversi scopi. Oggi esso rappresenta il principe nel regno della tecnologia con cui l’uomo della società occidentale, in quasi tutti i contesti della realtà in cui vive, interagisce quotidianamente. Le caratteristiche principali di questo utensile - come, per esempio, la sua versatilità - permettono l’utilizzo e l’applicazione in diversi contesti: a casa, a scuola, a lavoro, negli spazi dedicati al tempo libero, ect. Strumento eccezionale e stupefacente, dalle forme e dalle prestazioni sempre più dinamiche, sorprendenti e soprattutto interattive, il computer consente all’uomo di realizzare un’infinità di attività e persino di prodotti che fino a qualche tempo fa erano appannaggio esclusivo dell’immaginario e della fantasia, sprigionando seduzione, fascino, catturando i suoi interessi, influenzando il suo umore, i suoi desideri, il suo pensiero, la sua crescita, i suoi processi di apprendimento in tutte le età.
Proprio in considerazione di ciò, il media in argomento è diventato immediatamente oggetto di interesse da parte di molti studiosi di scienze dell’educazione. Come evidenzia Calvani, a partire dagli anni ottanta inizia ad essere considerato come un utensile cooperativo che consente di creare ambienti idonei a favorire forme di apprendimento collaborative[15].
In proposito, per Bruner il computer è un amplificatore culturale (delle capacità sensoriali, motorie, raziocinanti) che, come tutti i prodotti tecnologici, della e per la comunicazione, influenza lo sviluppo cognitivo della persona che cresce e si sviluppa in una determinata cultura. Per il Nostro, il media in argomento racchiude in sé le tre modalità di rappresentazione della realtà che guidano la mente umana: la rappresentazione attiva, tipica della primissima infanzia, in cui la realtà è colta in termini di schemi d’azione; la rappresentazione iconica, regolata dalle leggi dell’organizzazione percettiva, che implica la formazione di immagini riassuntive e l’elaborazione di modelli visualizzabili; la rappresentazione simbolica, caratterizzata dall’uso di linguaggi arbitrari e generativi capaci di condurre all’esplorazione di costrutti ipotetici di crescente astrazione[16].
Sul finire degli anni novanta, per effetto della rapida diffusione su larga scala di internet e del Word Wide Web (www)[17] e successivamente - nel nuovo millennio - dei social network, cresce il numero delle persone che interagiscono con il computer (soprattutto per scopi comunicativi). Iniziano a diffondersi i computer di dimensioni ridotte (pc portatili), con caratteristiche nuove e sempre più affascinanti, e le relative periferiche di facile uso (mouse, tastiera, stampante, scanner, modem, discetti digitali, pen-drive, ect.).
L’interazione tra l’uomo e il computer avviene per mezzo delle interfacce: ambienti virtuali, generati dal media, in cui, come sostiene Maragliano, accade una vera e propria simbiosi tra l’uomo e la macchina, una fusione tra pratiche tecnologiche e pratiche psichiche[18]. Si tratta di finestre virtuali che, attraverso menù a tendine ed icone evocative, accompagnate anche da suoni e da immagini in movimento, permettono all’uomo di interagire, di comunicare con il pc[19].
Dapprima questi ambienti virtuali furono caratterizzati da modalità testuali, da linguaggi un po’ rigidi, oggi le interfacce sono più multimediali, possono essere modificate e anche personalizzate. Grazie a questi ultimi sistemi tecnologici l’uomo non deve necessariamente conoscere i linguaggi informatici, gli elaborati di comando. Le funzionalità di comando, facilitate anche dall’uso del mouse (di varie dimensioni e tipologie), della digitazione, della percezione, della comprensione delle immagini, della localizzazione e della gestione di spazi, di suoni e persino di movimenti, e, ultimamente, del touch screen, consentono all’uomo di interagire agevolmente e suggestivamente con il pc, di esplorare e di negoziare il web, le conoscenze della comunità di appartenenza e anche quelle del mondo intero. Tramite questo strumento, oggi, l’uomo è in grado di conoscere, di comunicare e di acquisire informazioni in modo agevole e soprattutto veloce.
Ultimamente, il computer è il media più utilizzato rispetto a tanti altri, soprattutto rispetto a quelli tradizionali che gradualmente stanno scomparendo nella quotidianità umana.
La facilità d’uso di questa macchina è dovuta anche - per citarne alcune - alle tecnologie bluetooth e wireless che, certamente, hanno semplificato l’uso della connettività con la rete e con altri dispositivi. Per mezzo di questi ultimi sistemi di connettività tecnologica, laddove per esempio sono allestite wi-fi zone (pubbliche e/o private), è possibile collegare il computer a internet e comunicare a distanza in modo agevole (per esempio, attraverso sistemi di videoconferenza, e-mail, social network, chat, ect.). Per mezzo di questi sistemi ed altri - che qui non descriviamo per economia di lavoro - il computer è costantemente presente in quasi tutti i contesti di vita della persona.

