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Tecnologie informatiche e inclusione scolastica - ABSTRACT

ABSTRACT

In questo articolo si propone una riflessione sull'utilizzo delle tecnologie informatiche a sostegno dell'inclusione scolastica degli alunni con bisogni educativi speciali (BES). Dopo una breve descrizione dei BES e degli ausili didattici, più noti e utilizzati a scuola, per facilitare gli apprendimenti negli alunni difficili, vengono proposti alcuni fattori/criteri utili per scegliere gli ausili tecnologici più efficaci sul piano della personalizzazione didattica e su quello dell'inclusione. L'articolo si chiude con una riflessione sui rischi delle nuove tecnologie sul piano umano, e con la proposta di sostenere il dialogo tra le scienze umane e quelle cosiddette "esatte" ai fini della qualità del progetto dell'inclusione scolastica.


This article reflects on the possibility of using information technology in order to support the inclusion of pupils with special educational needs. After a short description of the BES and teaching aids, the most known and used in school, to facilitate learning process for the most difficult students, some factors are presented to help you to select the most effective assistive technology for the customization teaching and the inclusion. At the end of the article there is a reflection about the risks connected to new technologies on the human level, and the proposal to support the dialogue between the humanities and the so-called "exact" for the purposes of the project quality of school inclusion.

 


Note

  • [1] Con l’espressione ‘nuove tecnologie’ si fa riferimento alle applicazioni dell’informatica e della telematica alle diverse attività umane. In proposito, scrive L. Guerra che «il termine ‘tecnologia’ viene riduttivamente ma comunemente utilizzato per indicare in modo generico una macchina o più macchine fra loro collegate. Se si aggiunge al termine l’aggettivo ‘nuove’ si ottiene, sempre nel senso comune, l’indicazione di macchine che hanno a che fare con l’informatica e con il mondo dei computer» (L. Guerra, Tecniche e tecnologie per la mediazione didattica, in Id., a cura di, Educazione e tecnologie. I nuovi strumenti della mediazione didattica, Edizioni Junior, Bergamo 2002, p. 7). L’interesse per questo settore, in ambito educativo, si sviluppa in Italia a partire dagli anni settanta. Nel 1978 la casa editrice Loescher pubblica il Piccolo dizionario delle tecnologie educative, curato da B. Vertecchi e R. Maragliano. Iniziano ad essere proposti diversi termini a riguardo. L. Galliani, per esempio, propone l’espressione ‘tecnologie della comunicazione educativa’ (Cfr. L. Galliani, a cura di, Le tecnologie educative, Pensamultimedia, Lecce 1999). In ambito prevalentemente didattico per A. Calvani è più corretto utilizzare l’espressione ‘didattica tecnologica’, per riferirsi alle possibili applicazioni dei media nei processi di insegnamento e di apprendimento (Cfr. A. Calvani, Elementi di didattica. Problemi e strategie, Carocci, Roma 2002, pp. 106-110). Per un approfondimento in merito alla nascita delle ‘tecnologie educative’ si veda: S. Pinnelli, Le tecnologie nei contesti educativi, Carocci, Roma 2008, pp. 17-35.
  • [2] Cfr. L. Cottini, Didattica speciale e integrazione scolastica, Carocci, Roma, 2007, p. 159.
  • [3] Cfr. L. Ferreri, Handicap e tecnologie: quale connubio? L’esperienza del corso di Tecnologie per la riduzione dell’handicap, in «Ricerche di Pedagogia e Didattica. Journal of theories and research in education», vol. 6, n° 1, 2011, p. 1.
  • [4]Ad esempio, per citarne alcuni: HandiTecno, un progetto dedicato alle tecnologie a supporto della disabilità, sviluppato dal 2000 dall’INDIRE – Istituto Nazionale per la Didattica, l’Innovazione e la Ricerca Educativa – in collaborazione con il MIUR, (http://www.handitecno.it); PuntoEdu, un portale studiato dall’INDIRE inizialmente per la formazione in rete degli insegnanti e, successivamente, per il coinvolgimento di tutti gli attori del mondo della scuola, compresi gli studenti (http://www.puntoedu.indire.it); ForTic - Piano Nazionale di Formazione degli Insegnanti sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione – un’iniziativa avviata dal MIUR, nel 2002, per formare i docenti delle scuole sul piano tecnologico. Tanta attenzione alle tecnologie in ambito educativo è frutto delle politiche culturali scolastiche delle 3 I degli ultimi governi italiani.
  • [5] Direttiva Ministeriale, Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica, del 27/12/2012.
  • [7] Anche se le prime ‘macchine per insegnare’ sono nate alla Ohio University negli anni ’20 del secolo scorso, ad opera dello psicologo Sidney Pressey, tuttavia si è soliti fare riferimento al 1954, anno della pubblicazione del famoso articolo di Skinner, The science of learning and the art of teaching. Lo studioso, attraverso le ricerche di psicologia sperimentale, dà il via ad una serie di studi che, inizialmente, si concentrarono sull’interazione programmata e sull’impiego di macchine nei processi di apprendimento e, successivamente, sulla possibilità di usare la macchina con ‘pazienti’ con disabilità cognitiva (Cfr. S. Pinnelli, Le tecnologie nei contesti educativi, cit., p. 155).
  • [8] D. Ianes, Didattica speciale per l’integrazione. Un insegnamento sensibile alle differenze, Erickson, Trento 2005, p. 44.
  • [10] Direttiva Ministeriale, Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica, cit., p. 2.
  • [11] Circolare Ministeriale n° 8 del 6 marzo 2013, p. 2.
  • [12] Cfr. D. Ianes, Didattica speciale per l’integrazione. Un insegnamento sensibile alle differenze, p. 44.
  • [13] In proposito si veda: S. D’alessio, Decostruire l’integrazione scolastica e costruire l’inclusione in Italia, in R. Medeghini, W. Fornasa (a cura di), L’educazione inclusiva. Culture e pratiche nei contesti educativi e scolastici. Una prospettiva psicopedagogica, Franco Angeli, Milano 2011, pp. 69-94.
  • [14] G. Devoto, G.C. Oli, Dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze 2005, p. 628.
  • [15] Cfr. A. Calvani, Che cos’è la tecnologia dell’educazione, Carocci, Roma 2004, p. 49.
  • [16] Cfr. M. Attinà, Il puzzle della didattica. Paradigmi interpretativi della didattica contemporanea, Anicia, Roma 2004, p. 182.
  • [17] Il Word Wilde Web nasce intorno al 1990, ad opera di Tim Berners Lee (ricercatore presso il CERN di Ginevra), e si sviluppa successivamente, agli inizi del 1993, quando Marc Andressen ed Eric Bina (ricercatori presso il National Center for Supercomputing Applications dell’Università dell’Illinois) realizzano la prima interfaccia grafica multipiattaforma (browser), Mosaic, per l’accesso ai documenti pubblicati sul web. Per un approfondimento cfr. S. Pinnelli, Le tecnologie nei contesti educativi, cit., pp. 78-83.
  • [18] Cfr. R. Maragliano, Nuovo manuale di didattica multimediale, Laterza, Roma-Bari 2004, p. 41.
  • [19] Per un approfondimento sul tema dell’interazione tra il computer e l’uomo si vedano gli studi sull’ergonomia cognitiva. In proposito cfr. F. Di Nocera, Che cos’è l’ergonomia cognitiva, Carocci, Roma 2004; A. Calvani, Che cos’è la tecnologia dell’educazione, cit., p. 55.
  • [20] Cfr. D. Ianes, La speciale normalità. Strategie di integrazione e inclusione per le disabilità e i Bisogni Educativi Speciali, Erickson, Trento 2006.
  • [21] Cfr. L. Cottini, Didattica speciale e integrazione scolastica, cit., p. 170.
  • [22] Relativamente agli ausili tecnici per persone disabili, la classificazione ISO 9999 del 2002 definisce l’ausilio «qualsiasi prodotto, strumento, attrezzatura o sistema tecnologico di produzione specializzata o di comune commercio, utilizzato da una persona disabile per prevenire, compensare, alleviare o eliminare una menomazione, disabilità o handicap. L’ausilio è uno strumento (o utensile o apparecchiatura) che serve alla persona disabile e che aiuta a fare ciò che altrimenti non potrebbe fare; a farlo in modo più sicuro, veloce, accettabile psicologicamente; a prevenire l’instaurarsi o l’aggravarsi di una disabilità».
  • [23] Il termine tecnologie assistive, che è la traduzione in italiano dell’inglese Assistive Technology, è apparso in Italia con la legge n. 4 del 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, con la seguente definizione: «strumenti e soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici». Per un approfondimento sulle tecnologie assistive, si veda: S. Besio, Tecnologie assistive per la disabilità, Pensamultimedia, Lecce 2005.
  • [24] Per un approfondimento si vedano: AA.VV., Computers helping people with special need, 11th International Conference, ICCHP 2008, Linz, Austria, July 2008. Proceeding, Ed. Springer, Berlin Heidlberg, 2008; European Journal of Special Needs Education, The effectiveness of assistive techonologies for children with special need: a review of research – based studies, Vol. 26, Iusse 2, 2011.
  • [25] Cfr. L. Cottini, Didattica speciale e integrazione scolastica, cit., pp. 166-190.
  • [26] Il W3C nasce nel 1994 ad opera di Tim Barners-Lee e si occupa di definire le ‘linee guida’ dell’accessibilità web e di promuovere, anche, le ‘raccomandazioni’ sulla costruzione e sull’utilizzo di software.
  • [27] L’Universal Design deriva dall’incontro tra design accessibile (abbattimento di barriere) e tecnologie assistive. Gli oggetti e gli ambienti devono essere progettati in modo accessibile e usabile per tutti.
  • [28] Cfr. S. Pinnelli, Le tecnologie nei contesti educativi, cit., pp. 162-163.
  • [29] G. Flores d’Arcais, La cultura educativa, in Id (a cura di), Nuovo dizionario di pedagogia, Ed. Paoline, Roma 1987, p. 290.
  • [30] L. Cottini, Didattica speciale e integrazione scolastica, cit., p. 171.

Bibliografia

  • AA.VV., Computers helping people with special need, 11th International Conference, ICCHP 2008, Linz, Austria, July 2008. Proceeding, Ed. Springer, Berlin Heidlberg, 2008.
  • Attinà M., Il puzzle della didattica. Paradigmi interpretativi della didattica contemporanea, Anicia, Roma, 2004.
  • Besio S., Tecnologie assistive per la disabilità, Pensamultimedia, Lecce, 2005.
  • Calvani A, Elementi di didattica. Problemi e strategie, Carocci, Roma, 2002.
  • Calvani A., Che cos’è la tecnologia dell’educazione, Carocci, Roma, 2004.
  • Cottini L., Didattica speciale e integrazione scolastica, Carocci, Roma, 2007.
  • D’alessio S., Decostruire l’integrazione scolastica e costruire l’inclusione in Italia, in R. Medeghini, W. Fornasa (a cura di), L’educazione inclusiva. Culture e pratiche nei contesti educativi e scolastici. Una prospettiva psicopedagogica, Franco Angeli, Milano, 2011.
  • Devoto G., Oli G.C., Dizionario della lingua italiana, Le Monnier, Firenze, 2005.
  • Di Nocera F., Che cos’è l’ergonomia cognitiva, Carocci, Roma, 2004.
  • European Journal of Special Needs Education, The effectiveness of assistive techonologies for children with special need: a review of research – based studies, Vol. 26, Iusse 2, 2011.
  • Ferreri L., Handicap e tecnologie: quale connubio? L’esperienza del corso di Tecnologie per la riduzione dell’handicap, in «Ricerche di Pedagogia e Didattica. Journal of theories and research in education», vol. 6, n° 1, 2011, p. 1.
  • Flores d’Arcais G., La cultura educativa, in Id (a cura di), Nuovo dizionario di pedagogia, Ed. Paoline, Roma, 1987.
  • Galliani L., a cura di, Le tecnologie educative, Pensamultimedia, Lecce, 1999.
  • Guerra L., Tecniche e tecnologie per la mediazione didattica, in Id., a cura di, Educazione e tecnologie. I nuovi strumenti della mediazione didattica, Edizioni Junior, Bergamo, 2002.
  • Ianed D., La speciale normalità. Strategie di integrazione e inclusione per le disabilità e i Bisogni Educativi Speciali, Erickson, Trento, 2006.
  • Ianes D., Didattica speciale per l’integrazione. Un insegnamento sensibile alle differenze, Erickson, Trento, 2005.
  • Maragliano R., Nuovo manuale di didattica multimediale, Laterza, Roma-Bari, 2004.
  • MIUR, Circolare Ministeriale n° 8, Roma, 2013.
  • MIUR, Direttiva Ministeriale: strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica, Roma, 2012.
  • Nocera S., La direttiva ministeriale sui BES, in http://www.aipd.it/cms/schedenormative, (scheda n. 419), 2013.
  • Pinnelli S., Le tecnologie nei contesti educativi, Carocci, Roma, 2008.

Autore: Corrado Muscarà, già Assegnista di ricerca in Didattica e pedagogia speciale presso l'Università di Catania, è Dottore di Ricerca in Fondamenti e Metodi dei Processi Formativi; cultore di "Didattica e pedagogia speciale" presso l'Università di Catania e di "Pedagogia generale e sociale" presso l'Università di Messina; insegna (a contratto) discipline pedagogiche all'Università e in diversi corsi di alta formazione professionale. Autore di numerose pubblicazioni nell'ambito delle scienze dell'educazione, da anni svolge un'intensa attività di ricerca scientifica sul tema degli adolescenti a rischio psicosociale e su quello dell'inclusione scolastica delle persone con bisogni educativi speciali.


copyright © Educare.it - Anno XIII, N. 9, settembre 2013

DOI: 10.4440/201309/muscara

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