In situazioni di disagio psicologico o di sofferenza dovuta a malattia si è rivelato molto utile affiancare alle terapie tradizionali alcuni metodi di rilassamento. Come vedremo, si tratta di un approccio tecnico ed affatto banale, sempre attento alla persona che si intende aiutare.
A partire dagli anni Cinquanta la televisione si insedia nelle famiglie di tutto il mondo, prima ammantata di stupore e rivoluzione tecnologica, poi sempre più come consuetudine, assuefazione, dipendenza. Fino a rendere quasi impossibile, o almeno priva di senso, un’indagine sulla vita delle persone (forse anche su aspetti molto specifici) senza la considerazione della invadente presenza televisiva.
Presenza che spesso assume molteplici aspetti nella vita dei bambini: gioco, madre sostitutiva, compagnia di altri bambini.
Delineare uno sfondo psicopedagogico legato ad una pedagogia dell’ascolto e dell’interazione emotiva secondo la quale il bambino non è dato e conosciuto con scontata ovvietà ma un bambino da scoprire nella sua realtà individuale e soggettiva, permette di qualificare il rapporto relazionale (adulto-bambino) sottolineando aspetti e possibilità frequentemente destinati a rimanere in ombra.
Riflettere sull’opportunità di sostenere e promuovere una filosofia pedagogica che senza sostituirsi all’analisi clinica proponga atteggiamenti e percorsi metodologici propri, crea nuovi campi di senso; e ascoltare con atteggiamento empatico-partecipativo emozioni, fantasie, desideri e paure, diventa un’esperienza relazionale di costruzione di senso in cui le possibilità combinatorie dell’attività mentale trovano nella narrazione un’opportunità di conoscenza valutativa e metavalutativa. Pedagogia affettiva e didattica di routine, abitualmente percepite secondo i canoni della conflittualità tra gli opposti, viste nella prospettiva dell’interazione emotiva e dell’ascolto partecipazionistico identificano momenti di un continuum reale valorizzante non solo le potenzialità e le abilità cognitive ma l’insieme delle dinamiche evolutive.
Ancora oggi, dopo secoli di storia, perdurano e si mostrano di larga attualità gli insegnamenti educativi e didattici derivanti dalla dottrina socratica. E’ sempre accesa, difatti, la fertile discussione sui costrutti basilari introdotti dal noto maestro: la ricerca costante del dialogo, del confronto e della cooperazione, l’arte della maieutica, le problematiche connesse al “fare ragionamento” e ai processi di concettualizzazione.